Weissman

Le sinfonie del nuovo mondo – Dal passato analogico al futuro digitale, passando per il presente ri(e)voluzionario

Nel 2003 nacque Second Life, un secondo mondo virtuale e digitale. Gli esseri umani creati belli, come ognuno di noi vorrebbe essere, interagivano in quel nuovo mondo attraverso avatar che comunicavano, lavoravano, avevano tempo libero, vivevano. Nel 2013 oltre 36 milioni di utenti registrati sottoscrissero Second Life e circa 50.000 utenti risultavano sempre collegati in contemporanea al gioco.

Tra queste c’erano tra le altre Amazon, Disney, Adidas, BMW, Mercedes Benz, Sony, Reebok, Sony Ericsson, una rivista settimanale di Springer Verlag; ma anche Greenpeace, organizzazioni politiche e, secondo Edward Snowden, persino i servizi segreti americani NSA hanno monitorato la comunicazione di Second Life. Ma dal 2015 Second Life si è praticamente svuotata. Attraverso Facebook è molto più facile “incontrare” persone, i portali di dating fanno a gare per conquistare quegli utenti che utilizzando Second Life vogliono trovare un partner, e anche l’aspetto visivo delle nuove offerte risulta più attraente.

Linden Lab, i creatori di Second Life, tuttavia rilanciano. Il successore, the Project Sansar, dovrebbe fare l’apparizione nei prossimi mesi, dimostrarsi adeguato alle nuove possibilità tecnologiche e digitali e basarsi completamente sulla Virtual Reality. Ciò che ha avuto successo come Second Life Hype dovrebbe funzionare in modo permanente nel corso della progressiva digitalizzazione. Vedremo se sul lungo periodo una vita digitale sarà attraente in un mondo reale già fortemente digitalizzato o se Linden Lab sarà criticato per questo progetto di “pura digitalizzazione”.

Ma che cos’è veramente la digitalizzazione?

Ci sono svariate definizioni e spiegazioni che tentano di chiarire questo concetto. Se si parla di digitalizzazione, nel senso generalmente inteso, si tratta degli effetti di un uso massiccio di computer e tecnologie digitali in economia, nella cultura e nella politica. Questi effetti sono resi possibili dal cambiamento e dalla creazione di processi, oggetti, servizi e in genere di eventi. Nello specifico, nel concetto di digitalizzazione si prendono in considerazione cambiamenti che sono resi possibili sulla base delle nuove tecnologie e della loro combinazione: qui la robotica, la stampa 3D, Big Data, Al (artificial intelligence, intelligenza artificiale), la sensorica, la connectivity (connettività) assumono un ruolo fondamentale. Una dimensione che tuttavia non va dimenticata è data dalle conseguenze sulla società nel suo complesso e sull’essere umano in particolare, sul suo comportamento sociale, emozionale e razionale nella vita reale come individuo ed elemento di una comunità.

Partendo da queste riflessioni introduttive vorrei idealmente riportare indietro le lancette dell’orologio di circa cent’anni.

Di che cosa si occupava il mondo un secolo fa?

Quali erano gli argomenti più importanti, le tematiche tecnologiche e sociali più scottanti? Com’era la vita? Forse da un’osservazione del passato si possono trarre conclusioni, perlomeno speculative, per il futuro.

All’inizio del ventesimo secolo si muovevano sul pianeta due miliardi di esseri umani. Da noi le aspettative di vita erano di circa cinquant’anni. I progressi della medicina e della ricerca erano notevoli già allora. La mortalità infantile, che era il 25% verso il 1870, era scesa al 16% intorno al 1910. Oggi nell’Europa occidentale si attesta intorno a una percentuale millesimale, ma parti dell’Africa sperimentano la situazione che avevamo in Europa un secolo fa. Ci fu un’epidemia di influenza spagnola dal 1918 al 1929 che costò la vita a venticinque milioni di persone, corrispondente all’1% dell’intera popolazione. Nel 1905 fu eseguito a Vienna il primo trapianto di cuore su un cane, ma solo nel 1967 su un essere umano.

Nel 1915 Einstein fece scalpore con la sua Teoria della Relatività. I due Curie fecero ricerche sulla radioattività e scoprirono l’energia nucleare, impiegata a partire dagli anni Trenta sia per scopi militari che civili. Le fonti energetiche erano un secolo fa la forza vapore, l’energia idrica ottenuta con i mulini ad acqua, l’eolico ottenuto con i mulini a vento. Lo standard per la produzione di energia era la combustione di petrolio, carbone e gas naturale, che produce vapore acqueo e mette in moto una turbina. Le prime centrali elettriche sorsero intorno al 1880.

Non esistevano robot, e nemmeno dischi. La radio fece la sua comparsa negli anni Venti, il televisore a metà degli anni Trenta. Del veicolo a motore inventato nel 1885 da Carl Benz c’erano forse in circolazione cent’anni dopo alcune migliaia di pezzi. Oggi nel mondo esistono miliardi di auto.

Chi avrebbe creduto cent’anni fa che oggi otteniamo praticamente in tempo reale qualsiasi informazione ci serva, in qualunque posto ci troviamo? Il fatto che oggi pigiando un tasto possiamo comunicare con un miliardo di persone, all’epoca sarebbe stata considerato   una pura fantasticheria. Che cosa avrebbero detto i nostri antenati se gli avessero spiegato che oggi quasi tutti avrebbero posseduto un apparecchio che unisce in sé le funzioni di telefono, macchina fotografica, videocamera, enciclopedia, navigatore, prenotazione hotel e taxi, mezzo di pagamento, riproduttore musicale, registratore, banca, meteo, giornali, traduttore, libri, radio, audiolibri ecc., e che questo strumento sarebbe stato nel palmo di una mano? Ripensandoci, da questa prospettiva c’è da stupirsi se non possiamo ancora teletrasportarci da un luogo all’altro, se non abbiamo parcheggiato in garage un miniapparecchio volante e se continuiamo ad ammalarci e persino a dover morire.

Un tale mondo sarebbe stato liquidato come utopia, positiva o negativa, a seconda dei punti di vista. Lo sviluppo è stato lineare: inizialmente rapidissimo, tuttavia più o meno comprensibile per tutti. Il primo volo da Londra a Parigi di Pierre Prier ebbe luogo nel 1911, la velocità di crociera degli aerei passeggeri negli anni Trenta era di 150-200 km/h, oggi è di 850 kmh. La ferrovia si muoveva a 120 km/h, oggi va oltre i 300 km/h. Più lontano, più veloce, migliore, più comoda, ma sempre con un’evoluzione lineare.

Articolo pubblicato nella rivista “Tenda In&Out” 2/2018, prima parte. Seguirà la pubblicazione della seconda parte. Potete scaricare l’intero articolo qui.

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